Recortes Cero: la Spagna anti-austerità

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Recortes Cero: la Spagna anti-austerità

Giugno 12, 2016 - 16:31
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Zero Tagli, la lista contro l'austerity è pronta a correre alle elezioni parlamentari spagnole di fine Giugno.

Foto di Antonio Aroca (Flickr, CC BY-NC 2.0)

I telegiornali propongono un'informazione di parte anche in occasione delle campagne elettorali. E non solo in Italia, ma anche in Spagna dove si voterà domenica prossima.

Per rimediare, vi facciamo conoscere la quinta alternativa che si propone agli elettori spagnoli. Si chiama "Recortes Cero - Grupo Verde", cioè "Zero tagli - Gruppo verde" e unisce la lotta anti-austerità e quella ambientale.

La parola a Joanen Cunyat, responsabile dei rapporti con la stampa della lista "Recortes Cero - Grupo Verde".

1. Nel programma si parla di "rinegoziazione dei trattati firmati con la UE che pregiudicano gli interessi nazionali". Quali considerati pericolosi? Tenete in conto un'uscita dall'Euro per evitare che il Governo non si trasformi in un Tsipras bis?

Recortes Cero-Grupo Verde vuole riformare l'articolo 135 della Costituzione, imposto dalle esigenze della UE, in particolare della Merkel, che dà la priorità ai pagamenti del debito alle banche nazionali o stranieri, prima delle spese sociali in pensioni, sanità, ... Non accettiamo le limitazioni imposte dal Memorandum d'Intesa firmato con l'Ue, che ci proibisce di fondare una banca pubblica in Spagna, mentre in Germania la metà del sistema finanziario sono casse di risparmio pubblico. Esigiamo eliminare i limiti al nostro sviluppo economico che impongono quote draconiane di produzione, al di sotto delle necessità nazionali, in settore come l'agricoltura, quello minerario, la pesca, l'allevamento, ... Non ci esprimiamo sul dibattito intorno all'uscita o no dell'Euro, ma preferiamo affermare la necessità di difendere gli interessi nazionali della Spagna all'interno dell'UE, di fronte a una sempre maggiore subordinazione a Berlino praticata dai nostri governi.

2. Siete gli unici candidati che chiedono l'uscita della Spagna dalla NATO. Cosa significa per il suo paese essere parte dell'alleanza NordAtlantica? 

Trenta anni fa si approvò in Spagna un referendum sull'integrazione della Spagna nella NATO. Ma a tre condizioni: l'esclusione dalla struttura militare, la progressiva riduzione della presenza militare nordamericana nella nostra penisola e la proibizione di depositarci armi nucleari. Tutte e tre le condizioni non sono state rispettate contro la volontà popolare espressa nel referendum e si è verificata una partecipazione sempre maggiore nei piani militari statunitensi. La base di Rota ospita lo "scudo antimissili". La base di Morón è diventata la "base per l'Africa" del Pentagono, moltiplicando per 1o la presenza di marines. La Spagna, inoltre, guida le manovre della Forza a Risposta Molto Rapida (VJTF 16) della NATO in Polonia... E Obama visiterà la Spagna a luglio per "chiederci" di duplicare i nostri contributi alla NATO... tagliando così, se necessario, in sanità o educazione.

Noi di "Recortes Cero-Grupo Verde" vogliamo una Spagna che diventi un faro di pace e neutralità nel mondo, per questo dobbiamo "sganciarci" dalla macchina militare statunitense.

3.Proponete un "Fronte Amplio" per salvare la Spagna, oltre destra e sinistra. Altri movimenti politici stranieri (esempio, il MoVimento Cinque Stelle) vi hanno ispirato in questo proposito?

Guardiamo con simpatia ai diversi movimenti progressisti che sono nati in Europa per lottare contro i tagli. Però ogni paese deve trovare il proprio cammino. In Spagna abbiamo sofferto negli ultimi sette anni un attacco contro gli interessi del 90% della popolazione. I tagli hanno interessato tutti i settori sociali. Per questo, diciamo che la soluzione non può venire da un "fronte delle sinistre", ma dall'unità di questo 90% della popolazione per difendere un altro progetto per il Paese a beneficio della grande maggioranza.

4. Qual è il vostro piano per finanziare il progetto di un reddito minimo di base? E' l'emissione di denaro da parte di una banca pubblica?

Noi vogliamo una redistribuzione della ricchezza. Cioè, limitare gli enormi benefici delle banche, dei monopoli e del capitale straniero per poterli impiegare nella soddisfazione delle necessità della maggioranza. Nessuna famiglia in povertà o a rischio di esclusione sociale deve rimanere abbandonara alla propria sorte. Proponiamo, dunque, di garantire un reddito minimo equivalente al salario minimo attuale (665 Euro) per le famiglie senza ingressi di reddito.

Da dove salta fuori questo denaro? Non dall'aumento del debito statale, ma dall'eliminazione delle spese superflue e degli sprechi dell'amministrazione pubblica, delle sovvenzioni a fondo perduto a banche e monopoli, o dal furto di denaro pubblico che crea la corruzione.

5. Perché non siete alleati con la coalizione Podemos-IU-Equo?

"Recortes Cero-Grupo Verde" difende un'alternativa differente, un altro progetto per il nostro paese e il nostro popolo. Proponiamo un Piano di Urgenza Sociale per le famiglie condannate alla povertà, però non ci limitiamo a questo. Come dicevo prima, è necessario ridistribuire la ricchezza, limitando gli enormi benefici delle banche, dei monopoli e del capitale straniero per poterli investire in ricchezza e occupazione, reindustrializzare il paese e aumentare il livello di vita della popolazione. E consideriamo che per ridistribuire la ricchezza è necessario difendere la sovranità nazionale. Non accettiamo un'Europa che non tratti tutti allo stesso modo, nè che la NATO sia "inevitabile", nè che calpesti ciò che la gente decise nel referendum del 1986. Vogliamo che la Spagna sia un attore di pace e neutralità nel mondo. Siamo una candidatura di unità, perciò difendiamo un'autentica unità che potenzi l'identità di ciascuna organizzazione, non un'uniformità nella quale tutti ci sciogliamo. Però, difendiamo anche l'unità della Spagna e il suo popolo lavoratore. Senza unità non è possibile sviluppare nessun progetto progressista di fronte all'austerità.

Questi punti segnano una differenza totale di progetto e per questo ci presentiamo.

6. Pensate di aumentare i voti rispetto alle scorse elezioni?

Nelle passate elezioni generali del 20 dicembre solo sette candidature si presentarono nelle 52 circoscrizioni. E "Recortes Cero-Grupo Verde" fu una di quelle. Il 26 giugno ci ripresentiamo in tutto il territorio nazionale e ci siamo trasformati nella quinta alternativa su scala nazionale. Se ci presentiamo a queste elezioni, è arrivare all'obiettivo di far entrare in parlamento la proposta di redistribuire la ricchezza.

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