Tregua di Astana, ma la pace è difficile

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Tregua di Astana, ma la pace è difficile

Maggio 07, 2017 - 14:45
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L'accordo per una tregua c'è, ma durerà alla prova dei fatti?

Astana, sede dell'incontro diplomatico fra Russia, Turchia, Iran e gli oppositori del governo siriano. Fonte: Wikimedia Commons

Gli accordi di Astana siglati da Russia, Turchia e Iran con le fazioni dei ribelli dopo sei anni di conflitto segnano un punto a favore per la diplomazia di Putin nell’area e la momentanea sospensione delle tensioni create dal bombardamento americano sulla base militare di Sayrat.
Le province di Latakia, Aleppo, Hama e il sobborgo di Damasco saranno zone cuscinetto, dove, come afferma France Press "ripristinare le condizioni per il ritorno pacifico dei profughi e permettere l’invio di aiuti umanitari”. La durata dell’accordo è a tempo determinato: sei mesi rinnovabili. Ma si sa che il lavorio diplomatico è fragile e troppe questioni gravano ancora su Astana. La prima riguarda il ruolo dei ribelli che hanno lasciato la sala della città del Kazakistan per protesta contro la presenza iraniana sostenitrice di Hezbollah e del regime di Assad. Le forze ribelli, già sostenute dalla Cia e da Qatar e Arabia Saudita, hanno già lasciato in sospeso la propria partecipazione al prossimo round negoziale di Ginevra. Gli Stati Uniti al momento hanno accolto con favore l’accordo, preceduto da una telefonata tra Trump e Putin ma con una certa prudenza.
Putin ha infatti sospeso la linea diretta per prevenire incidenti aerei tra forze militari russe e americane. Mentre la Turchia si opporrà ad ogni concessione verso le forze curdo- siriane impegnate nella liberazione di Raqqa capitale dello stato islamico. Oltre a dover chiarire il ruolo ambiguo mantenuto verso i ribelli e il regime di Assad. La partita politica nella regione è aperta. E il vero nodo di Astana è nel legame tra ribelli ed al Qaeda a Idhab. Lo scopo della Russia è l’eliminazione dei terroristi dalla Siria. Ma i tanti punti interrogativi che hanno costellato questa sporca guerra proprio sul ruolo del terrorismo fanno pensare che per la parola pace ci sarà ancora da attendere.

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